Antonio Imputato, giovane calciatore del Modena, ha condiviso la sua esperienza con gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Maranello, parlando della sua carriera calcistica e dei sacrifici che l’hanno portato a giocare allo Stadio Braglia con la maglia giallo canarino. A soli 20 anni, Imputato ĆØ consapevole che nulla nel calcio arriva per caso e che ogni traguardo raggiunto ĆØ il frutto di sacrifici e scelte difficili. “Nulla ĆØ facile da ottenere se vuoi raggiungere dei risultati. Devi essere disposto a rinunciare a qualcosa per ottenere altro”, ha dichiarato il giocatore.
Un sogno diventato realtĆ
Come riportato dal Resto del Carlino, per Imputato, lāarrivo al Modena in Serie B ha rappresentato il culmine di anni di sacrifici. “Quando sono arrivato a Modena, ho vissuto il sogno che avevo da bambino, ma con le lacrime di gioia dei miei genitori. Sotto la Ghirlandina ho trovato una vera famiglia nei compagni di squadra“, ha spiegato.
Un’ispirazione che viene dal padre
Quando gli ĆØ stato chiesto chi fosse il suo idolo calcistico, Antonio non ha avuto dubbi: “Mio padre”. Per lui, il padre rappresenta la figura che ha sacrificato tutto per la famiglia, lavorando con impegno ogni giorno per permettere a lui di realizzare i suoi sogni. “Questa maglia gialla la dedico a lui”, ha detto con emozione, lasciando intendere quanto la figura paterna abbia influenzato la sua vita.
Affrontare le critiche e crescere
Il giovane talento ha parlato anche delle difficoltĆ incontrate durante il suo percorso: “Ci sono stati anni belli, ma anche periodi difficili. Se senti di non farcela, vai in campo e gioca responsabilmente, senza preoccuparti delle critiche. In quelle critiche cāĆØ comunque amore“, ha affermato, mostrando maturitĆ nellāaffrontare le difficoltĆ che ogni calciatore ĆØ chiamato a superare. Per Antonio, gli errori in campo sono solo opportunitĆ di crescita: “Il fallimento può esserci, ma ĆØ una lezione importante”.
La gestione della pressione e del quotidiano
Imputato ha parlato anche del modo in cui affronta la pressione prima delle partite: “Non soffro dāansia, anzi: più una squadra ĆØ forte, più alzo lāasticella. Ogni partita per me ĆØ uguale, bisogna viverla e dare il massimo“. E se commette un errore in campo, Antonio lo affronta con determinazione: “Lāerrore pesa, ma lo prendo come insegnamento. Ć più facile rimanere a terra che rialzarsi, ma ĆØ proprio quando cadi che impari a rialzarti”.
Un sogno per il futuro
Imputato ha poi parlato del suo sogno più grande: “Un giorno vorrei indossare la maglia del Napoli e giocare allo Stadio Maradona“. Questo sogno, legato alle sue radici, ĆØ il punto di arrivo per un giovane che ha ancora tanto da dare al calcio italiano.
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Bravo. FORZA MODENA