Era il 7 febbraio 2016 e allo stadio Braglia, Daniele Galloppa disputava di fatto gli ultimi “veri” minuti della sua carriera da calciatore con la maglia del Modena. Tornerà poi in campo nel febbraio 2017, disputando metà stagione con la Carrarese in Serie C. Un centrocampista dotato di talento, visione di gioco ed esperienza anche con la Nazionale italiana, la cui carriera è stata però condizionata da quattro gravissime lesioni ai legamenti crociati in appena cinque anni. L’ultimo infortunio arriva contro il Cesena in quel febbraio di 10 anni fa: 15 minuti in campo e il ginocchio cede ancora una volta, segnando praticamente la fine della sua carriera professionistica.
Dieci anni dopo: la rinascita
A distanza di dieci anni, Galloppa torna a Modena, ma questa volta come allenatore. Nello stesso stadio e con gli stessi colori, il tecnico inizierà una nuova sfida dopo aver vinto quella con la Fiorentina. Il nuovo corso gialloblù, con Catellani dg e Bonato ds, ha deciso di affidare le redini della formazione canarina ad un tecnico giovane che, nelle idee del club, deve aprire un ciclo.
Il percorso da tecnico
Dopo l’ottima stagione vissuta in viola, affinando metodologie e idee tattiche, Galloppa si prepara a vivere la sua prima vera occasione nel calcio professionistico. Il Modena gli consegna una panchina prestigiosa e una sfida stimolante, in cui il tecnico potrà mettere a frutto competenze, determinazione e resilienza acquisite durante la carriera da giocatore.
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Benvenuto a Modena…
Inutile, da tifoso, commentare pro o contro queste scelte. Da tifoso, da chiunque arrivi, nello staff o nella rosa, mi aspetto rendimento in quantità e rendimento. C’è stato un tempo che i Tonoli e i Santoro erano semplicemente giocatori che facevano la loro parte. Che non è magari quello che chiedono i dirigenti ma quello che si aspetta chi paga il biglietto.
Numero 1 …. Vi farà divertire ….