Meno possesso e più concretezza: il Modena ha cambiato pelle

I gialli di Sottil hanno trovato il loro nuovo equilibrio, superando le difficoltà e mostrando segni di crescita

Il Modena ha vissuto una vera e propria trasformazione durante il girone di ritorno della stagione, un processo lento e complesso che, come in natura, ha richiesto tempo e pazienza. Come riportato dalla Gazzetta di Modena, il punto di partenza di questo cambiamento è stato sicuramente la sconfitta di Padova, una delle partite più dolorose dell’intera stagione. La squadra, pur avendo dominato in termini di gioco, non è riuscita ad ottenere il risultato desiderato, e quella battuta d’arresto sembrava segnare il culmine di un periodo difficile. Ma proprio da quel momento è iniziata la muta.

Il percorso di crescita del Modena

La vittoria per 2-0 a Pescara, che ha visto il Modena sfoderare una prestazione solida, sembrava annunciare l’inizio di una nuova era per la squadra. Tuttavia, come suggerisce la zoologia, la muta è un processo che non avviene dall’oggi al domani. La vittoria su un campo difficile non significava che tutti i problemi fossero risolti. Infatti, le vittorie consecutive contro Venezia e Juve Stabia sono state seguite da altri alti e bassi, come le sconfitte contro Sampdoria, Padova e Virtus Entella. Il cammino della squadra era ancora irto di difficoltà, ma la consapevolezza che il cambiamento fosse in corso era ormai evidente.

Le vittorie che segnano la fine della muta

Le ultime due vittorie in casa contro Spezia (3-0) e Mantova (2-1) sono state decisive nel confermare che il processo di cambiamento era stato completato. Questi successi sono stati particolarmente significativi, in quanto il Modena non vinceva due partite consecutive in casa dall’inizio della stagione. La squadra, quindi, non solo ha imparato a vincere fuori casa, ma ha anche saputo ritrovare la solidità tra le mura amiche.

Un nuovo stile di gioco

Una delle chiavi della trasformazione del Modena è stato il passaggio ad uno stile di gioco più concreto. La squadra ha dovuto fare a meno del predominio territoriale costruito attraverso il possesso palla, un modello che non stava più dando i frutti sperati. Il gioco del Modena è diventato più orientato alla verticalizzazione e alla cura dei dettagli, piuttosto che a un possesso palla prolungato. I dati statistici riflettono chiaramente questo cambiamento. Se nel girone d’andata il Modena era spesso in vantaggio nel possesso palla, nel girone di ritorno la squadra ha preferito lasciare la gestione del gioco agli avversari, concentrandosi invece sulla fase offensiva e sulla ricerca di soluzioni più rapide.

Il dato del possesso palla

Nei match contro Pescara, Carrarese, Juve Stabia, Venezia, Spezia e Mantova, il Modena ha lasciato agli avversari il controllo del gioco.. Eppure, queste partite hanno visto i gialli conquistare punti importanti, segno che la squadra ha saputo adattarsi al nuovo stile di gioco più pragmatico. Al contrario, nelle sconfitte con Sampdoria, Padova e Virtus Entella, il Modena aveva avuto una gestione del possesso palla superiore, ma senza ottenere risultati positivi.

Redazione

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5 mesi fa

Il possesso palla lo poteva fare Guardiola col Barcellona perché aveva gli fuori classe che nell’ uni contro uno saltavano agevolmente l’ uomo, ma quando i giocatori sono dei brocchi il possesso palla è un boomerang quando il giocatore normalmente il difensore viene attaccato dal suo diretto avversario solitamente l’attaccante più forte di lui, perde palla e la difesa presa in contro piede spesso prende gol. Possanzini è un esempio di questo calcio suicida. Quando lo faceva in C con una squadra forte vinceva a mani basse in B un vero disastro perché tecnicamente i suoi giocatori erano tecnicamente inferiore… Leggi il resto »

Commento da Facebook
5 mesi fa

Purtroppo da troppo tempo abbiamo il problema delle punte, serviva un bomber e non lo abbiamo, peccato ma va bene cosi’…Dai Gialli!

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