Yanis Massolin, il centrocampista francese arrivato in estate a Modena, ha iniziato la sua avventura in gialloblù con un passo deciso, indossando la maglia da titolare per la prima volta in occasione della sfida contro il Catanzaro. Due giorni dopo, Massolin ha affrontato anche la sua prima conferenza stampa in italiano, supportato dalla professoressa Muriel Jardin dell’Istituto Paritario Dante Alighieri, che ha tradotto le sue parole. Nonostante ciò, il giocatore ha dimostrato un buon impegno, rispondendo a diverse domande in italiano, segno di grande volontà di integrarsi e apprendere la lingua.
Un bilancio positivo e ottimismo per il futuro
Nel suo primo periodo a Modena, Massolin ha subito mostrato ottimi segnali. Nonostante una caviglia dolorante che lo aveva costretto a lavorare a parte nella giornata di mercoledì, il calciatore ha rassicurato sulle sue condizioni: “La caviglia va molto meglio, sono a disposizione e se il mister vorrà utilizzarmi a La Spezia, io sono pronto“. Il suo bilancio sui primi mesi a Modena è decisamente positivo: “Sono stato accolto molto bene dal gruppo e dallo staff, ringrazio tutti per avermi dato fiducia“. Il momento più emozionante fino a ora è stato il suo gol contro il Frosinone, ma anche l’emozione di giocare titolare contro il Catanzaro, sebbene la squadra sia incappata in una dolorosa sconfitta.
Il ruolo e l’adattamento al calcio italiano
Massolin ha esordito in una posizione più avanzata del solito, e l’intervista ha fatto emergere la sua polivalenza: “Il mio primo ruolo è stato mediano, ma mi piace molto anche giocare come trequartista, come dite voi, il ‘dieci’“.
A proposito del calcio italiano, Massolin ha sottolineato le principali differenze con il campionato francese: “Ho trovato un calcio nuovo per me. In Italia c’è molta più tattica rispetto a come ero abituato”.
Caratteristiche fisiche
Una delle qualità che ha sorpreso molti è la sua incredibile agilità nonostante la statura elevata. “È sempre stata una delle mie principali caratteristiche”, ha dichiarato, confermando che l’agilità sullo stretto è una dote che lo accompagna da sempre, nonostante la sua altezza. Massolin è molto legato alla sua famiglia, e ha confermato che suo padre, Richard, ha giocato una partita con la nazionale della Martinica. “E’ venuto già a vedere una partita nel nostro stadio, ma purtroppo non sono entrato in campo in quella occasione“, ha aggiunto.
Idoli e ispirazioni calcistiche
Ogni calciatore ha i suoi idoli, e Massolin non fa eccezione. “Mi è sempre piaciuto il modo di giocare di Özil“, ha dichiarato, sottolineando come il centrocampista tedesco rappresenti una fonte di ispirazione, anche se senza paragoni diretti.
La vita a Modena e l’integrazione con il gruppo
Massolin ha trovato un ambiente molto accogliente a Modena, e il gruppo francese della squadra lo ha aiutato a integrarsi rapidamente. “Se è vero che noi più giovani chiamiamo Defrel ‘le vieux’? Sì, è vero (ride, ndr), anche se lui non è contento...”, ha scherzato, rivelando un lato affabile e affiatato del gruppo, che comprende anche Beyuku e Nador. Avere compagni che parlano la stessa lingua è stato fondamentale per il suo processo di integrazione in una nuova squadra e in un nuovo paese.
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