Il ricordo di Lodi su Modena-Catanzaro del 1971: “Abbiamo sognato la Serie A”

L'ex difensore gialloblù ha raccontato la storica partita che segnò il campionato 1970/71, con il gol di Spelta e il sogno di una promozione sfumato

Foto Wikipedia

Era il 2 maggio 1971, oltre cinquant’anni fa, quando il Modena e il Catanzaro si affrontarono in una partita decisiva per il campionato. Una sfida che rimase impressa nella memoria dei tifosi, non solo per il risultato, ma anche per il contesto storico che la circondava. Il Braglia era gremito di appassionati, un tempo in cui le tribune del stadio erano sempre affollate, ben lontane dal concetto di pay-tv che conosciamo oggi. In panchina per i gialloblù c’era Leandro Remondini, mentre il Catanzaro era allenato da un modenese doc, Gianni Seghedoni, che stava guidando i calabresi verso la prima storica promozione in Serie A. Nonostante la spinta della squadra ospite, il Modena si impose con un 1-0 che segnò un momento cruciale nella stagione. Ne parla l’edizione odierna del Resto del Carlino.

La partita si giocò sotto una pressione intensa, con i giallorossi che puntavano con forza alla promozione, ma a sei minuti dalla fine, un colpo di scena cambiò tutto. Simonini, il terzino destro del Modena, fece partire un potente tiro da fuori area che il portiere Pozzani non riuscì a trattenere. Fu allora che Alberto Spelta, come un vero “rapace d’area”, si fece trovare pronto e infilò la palla in rete con un tap-in vincente. Quello fu uno dei 15 gol che lo portarono a diventare capocannoniere della squadra, un trionfo che condivise con Magistrelli.

Per rivivere quei momenti, il Resto del Carlino ha intervistato Angelo Lodi, che fece parte di quella squadra storica. Lodi, che ha giocato più di 160 partite con il Modena, conserva ancora un forte legame con la città e la squadra. Oggi, a 77 anni, si dedica alla coltivazione dell’ulivo nella zona del Garda, ma non ha mai dimenticato il suo periodo in gialloblù. Arrivato giovanissimo da Verona come centravanti, fu poi trasformato in difensore dal tecnico Giorgis e, dopo una stagione in prestito al Latina, divenne titolare nel 1968 con l’allenatore Szekely.

Lodi ricorda così la partita contro il Catanzaro: “Quella partita la ricordo molto bene. Entrai a gara in corso al posto di Facchinetti. Il gol di Spelta non mi sorprese, lui era sempre nel posto giusto al momento giusto. Alberto era un attaccante che oggi sarebbe difficile trovare. Ma tutta la squadra era forte, da Festa a Rubens Merighi, e tanti altri. A un certo punto abbiamo anche sognato la promozione in Serie A, ma poi quel rocambolesco 3-4 con l’Atalanta ci bloccò, e da lì cominciammo a perdere terreno.”

Lodi non ha mai perso il contatto con il Modena: “Seguo sempre la squadra con grande affetto, e sono ancora in contatto con i miei compagni di quella squadra. Modena e il Modena sono e saranno sempre nel mio cuore.” Unico rimpianto, il trasferimento nel 1974 alla Pro Vasto, quando l’allora presidente Borea decise di cederlo. “Non mi sarei mai aspettato di andare via. Ancora oggi mi chiedo perché non mi diede la fiducia che mi aspettavo.”

Lodi è noto anche per la sua capacità di segnare su rigore, una dote che risaliva alla sua formazione da attaccante. Ma in quella stagione, le punizioni dal dischetto erano quasi sempre affidate a Spelta. Tuttavia, Lodi non si tirava indietro quando c’era bisogno di lui: “Se c’era da prendersi questa responsabilità, non mi tiravo indietro e segnavo.”

L’aneddoto più curioso riguarda un match di Coppa Italia contro il Cesena nel 1971. “Paolo Conti si fece male, e avevamo esaurito le sostituzioni. Mi misero i guanti e andai in porta. Alla fine, sono riuscito a mantenere il vantaggio, che avevo contribuito a guadagnare segnando proprio io su rigore.”

Redazione

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2 Commenti
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Commento da Facebook
1 anno fa

E’ NATO PITTAFORMA SERIE B 4.0 https://www.facebook.com/groups/1162488101744715/

Commento da Facebook
1 anno fa

Quella foto è del 1971/72,stagione di una vergognosa retrocessione….😡

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