Dopo un inizio di carriera promettente, il giovane talento albanese Kleis Bozhanaj sta vivendo un momento di consacrazione in Italia. Modena e il Modena sono il palcoscenico su cui il giocatore ha iniziato a brillare, grazie anche al sostegno e alla guida di Bisoli, che punta molto su di lui in questa stagione.
Bozhanaj, arrivato in Italia all’età di 16 anni, in un’intervista rilasciata a Controvento, il video viaggio che la media house del Modena F.C., ha raccontato i primi difficili mesi in un nuovo paese: lingua e cultura rappresentavano una sfida, ma la sua determinazione non è mai mancata. Fin dai primi calci al pallone, lo zio è stato un riferimento fondamentale per la sua crescita, anche in Italia, dove ha mosso i primi passi tra qualche difficoltà iniziale, ma sempre con il sogno di diventare un calciatore professionista. “Da piccolo rompevo di tutto giocando”, ha raccontato con un sorriso, confermando il suo amore per questo sport.
La strada verso il successo non è stata priva di ostacoli. Durante la stagione 2021/22 in Portogallo, Bozhanaj ha vissuto uno dei periodi più duri della sua carriera: escluso dagli allenamenti, ha affrontato momenti di isolamento e sfida personale. Tuttavia, quest’esperienza l’ha reso più forte e gli ha permesso di trionfare l’anno successivo, con uno scudetto vinto ad Empoli, un traguardo che definisce “unico e magnifico”.
Oggi a Modena, Bozhanaj si sta integrando nella vita locale, apprezzando le tradizioni gastronomiche e, con un sorriso, sceglie il gnocco fritto come sua specialità preferita, anche se non rinuncia mai a una buona pizza. L’attaccante albanese ha parlato con affetto della sua terra natale, che considera bella e ricca di opportunità per crescere, pur non nascondendo i suoi difetti. Tornare in Albania ogni estate è per lui una tradizione irrinunciabile, momento in cui si riconnette con le sue radici e si ricarica prima di una nuova stagione.
Un altro traguardo significativo per Bozhanaj è la chiamata nella Nazionale albanese, un onore che potrebbe coronare il suo sogno di portare l’Albania ai Mondiali. Sin da bambino, sognava di diventare un calciatore e, sebbene oggi possa sembrare scontato, è una realtà per cui ha lavorato duramente. Il calciatore ha ammesso che, in alternativa, si sarebbe concentrato sugli studi, dato che il rendimento scolastico non era mai stato un problema per lui.
Kleis ha anche idoli calcistici che lo ispirano: il fratello è il suo esempio nella vita, mentre tra i campioni del calcio ammira Kakà, per la sua eleganza e forza in campo, insieme a Fernando Torres e Neymar. L’ironia non manca nel suo racconto: quando gli è stato chiesto se si senta un “genio dei Balcani” a Modena, ha risposto scherzosamente che potrebbe anche esserlo, visto che è l’unico albanese in squadra.
A livello di squadra, Bozhanaj ha citato alcuni dei compagni di gioco più talentuosi, come Fazzini e Palumbo, con cui ha un rapporto di grande sintonia e umorismo. “Un albanese e un napoletano insieme? Ci vuole un po’ per capirsi”, dice ridendo. Di Palumbo ammira il sinistro, mentre da Caldara e Botteghin, due dei difensori più temibili, apprezza la mentalità e la dedizione in campo.


