La pausa per le Nazionali doveva servire a riordinare le idee: per alcune squadre ĆØ stata occasione di cambiamento, per altre di semplice riflessione. Ma ora che il campo ĆØ tornato protagonista, molte crepe giĆ evidenti sono diventate ancora più profonde. In Serie B diverse panchine iniziano a scricchiolare: ecco unāanalisi delle situazioni più delicate.
BIANCOLINO (Avellino): la fiducia resta, ma…
Il presidente DāAgostino lo ha confermato, ma le sue dichiarazioni ā prima del match con lāEmpoli e ancor di più quelle provocatorie alla vigilia del derby perso con la Juve Stabia ā hanno spaccato la tifoseria. La difesa ĆØ fragile, la condizione fisica resta un problema ricorrente. Serve un cambio di passo immediato, soprattutto sul piano della continuitĆ di rendimento.
CASERTA (Bari): qualitĆ alta, identitĆ bassa. Panchina a rischio
Il Bari ha una rosa importante e giocatori di spessore, ma la mano dellāallenatore si vede poco. La squadra fatica dallāinizio del campionato e la sconfitta interna col Frosinone ha fatto scattare nuovi allarmi. I biancorossi, che lo scorso anno lamentavano un campionato anonimo da metĆ classifica, oggi flirtano pericolosamente con la zona playout. Caserta resta seduto, ma la panchina ora ĆØ davvero bollente. E i tifosi contestano ancora.
INZAGHI (Palermo): nessuno lo discute, ma la svolta non arriva
Superpippo non ĆØ in discussione, anche per il peso del suo nome e per il valore dello spogliatoio. Ma i risultati del Palermo ricordano troppo da vicino quelli dei suoi predecessori. I rosanero sono lontani dalla vetta e dalla zona promozione diretta, con numeri che non mentono.
La squadra deve cambiare marcia: il tempo per rientrare in corsa cāĆØ, ma la pazienza non ĆØ infinita.


