Gliozzi: “A Modena voglio mettere le radici, mi sento a casa”

Dopo una carriera da girovago con 11 maglie, l'attaccante sogna stabilità e punta a riportare i gialloblù in Serie A

Undici maglie indossate, una carriera costruita tra Serie B e C, un unico gettone in Serie A con il Sassuolo nel 2014. Oggi, a trent’anni appena compiuti, Ettore Gliozzi sembra aver trovato finalmente la sua dimensione a Modena, dove è partito con tre gol nelle prime quattro giornate e un ruolo da protagonista nel progetto tecnico gialloblù. “Ho sempre avuto la valigia pronta, ora invece voglio mettere radici. Qui mi sento a casa”, ha raccontato in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Una carriera da globetrotter del pallone

Arrivato giovanissimo al Sassuolo, ha condiviso gli anni di crescita con Domenico Berardi, amico di lunga data. Dal 2014 è iniziato un lungo percorso fatto di prestiti e trasferimenti: sei sessioni estive e quattro invernali lo hanno portato in giro per l’Italia, tra Forlì, Pisa, Cesena, Padova, Monza e Como. Proprio a Pisa arrivò la sua prima doppia cifra in Serie B, mentre a Como visse una delle stagioni più complete, in coppia con Cerri. “Al Monza mi chiamò Galliani, non potevo dire di no. Ma non volevo fare il terzo o quarto attaccante, per questo ho sempre cambiato. Alcune scelte non sono state facili, ma non ho rimpianti”, ha spiegato.

Modena, un progetto da abbracciare

L’avventura emiliana sembra però diversa dalle altre. “Qui c’è un grande progetto e sento la fiducia di società e tifosi. A giugno questa sarà già la parentesi più lunga della mia carriera. Spero di viverne l’evoluzione fino alla Serie A”.

Anche la vita privata lo ha aiutato a trovare equilibrio. Accanto a lui c’è la moglie Federica Benincà, ex volto di Uomini e Donne, da cui ha avuto la piccola Arianna: “La famiglia mi ha dato stabilità. Ho cambiato alimentazione, curo la preparazione fisica e mi sento meglio”.

Gol e concorrenza

Gliozzi non teme la competizione interna: “Siamo tanti davanti, ma c’è grande unione. Non vivo il gol come un’ossessione, è la conseguenza del lavoro. Se fosse arrivato un altro attaccante non avrei avuto problemi, l’ho già dimostrato a Como con Cerri”.

Intanto il rendimento è sotto gli occhi di tutti: tre centri già in campionato, più di quanti messi a segno nella scorsa stagione in gialloblù.

Tra sogni e obiettivi

L’attaccante calabrese guarda avanti: “Ho segnato 76 gol tra B e C, punto ai 100 entro un paio d’anni, magari coincidenti con la promozione del Modena in Serie A. Stavolta voglio viverla da protagonista e non solo con un’apparizione”.

E sull’amico Berardi sorride: “Siamo arrivati al Sassuolo a distanza di un anno. Lui ha fatto la storia lì, io ho preso strade diverse. Ora però voglio scrivere la mia a Modena”.

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