Un pomeriggio da cronisti per i piccoli talenti dell’Under 9 e Under 12 del Modena, che hanno avuto l’occasione speciale di intervistare il portiere gialloblù Leandro Chichizola all’interno della trasmissione “Futuro Gialloblù” su TRC. In un clima informale e curioso, i giovani canarini hanno posto domande a tutto campo, spaziando dal percorso sportivo dell’estremo difensore argentino fino alle sue passioni personali e ai momenti chiave della carriera.
“Ho iniziato a giocare a calcio a 11 anni al River Plate. A 12 mi hanno messo in porta e da lì è iniziato tutto”, ha raccontato Chichizola ai piccoli intervistatori, rivelando che in realtà, prima del calcio, aveva giocato a basket, sport abbandonato dopo un periodo di disinteresse. Fu l’allenatore della polisportiva a notare le sue doti e a proporgli di provare tra i pali, intuizione che si è rivelata decisiva per la sua carriera.
Buffon, Messi e l’ispirazione dai grandi
“Il mio idolo? Sempre stato Buffon”, ha ammesso Chichizola, che da bambino guardava le partite del portiere azzurro in televisione, in particolare durante il periodo dei grandi trionfi, incluso il Mondiale del 2006. Una figura che ha profondamente segnato il suo modo di interpretare il ruolo.
Non poteva mancare un riferimento a Lionel Messi, punto di riferimento indiscusso per ogni argentino: “Se mi chiedono chi è il più forte, rispondo sempre Messi. È parte della nostra storia calcistica”. Ma tra i suoi giocatori preferiti ci sono anche Phil Foden del Manchester City e l’ex compagno Bernabé, con cui ha condiviso l’esperienza a Parma: “Amo i giocatori tecnici e bravi palla al piede. Anche a me piace giocare con i piedi, anche se bisogna capire quando è il momento giusto”.
Parate, rigori e la forza di superare gli errori
Nel corso dell’incontro, Chichizola ha anche ricordato la sua parata più importante, realizzata al 90° minuto in una partita chiave con il River Plate nell’anno della vittoria del campionato argentino: “Non la più spettacolare, ma sicuramente la più decisiva”, ha spiegato.
Sul tema dei calci di rigore, ha sottolineato quanto siano una sfida mentale per un portiere: “È una situazione in cui si ha più da perdere che da guadagnare, ma a noi portieri piacciono le sfide difficili”.
Alla domanda su come gestisca un gol subito, Chichizola ha risposto con sincerità: “Mi arrabbio, certo, ma poi mi passa. È importante mettere subito da parte l’errore, come un tennista che dimentica la palla sbagliata. Nel calcio si guarda sempre avanti”.


