Gregoire Defrel sta vivendo la sua seconda stagione a Modena con prestazioni convincenti, esperienza al servizio del gruppo e una mentalità da veterano. Intervistato dal Resto del Carlino, l’attaccante francese ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera e parlato del presente, con il Modena secondo in classifica e una squadra sempre più coesa e ambiziosa.
Arrivato in Italia a 18 anni, Defrel ha trascorso quasi metà della sua vita nel Belpaese: «L’Italia è importante nella mia vita – racconta –. Sono cresciuto calcisticamente qui e mi sento legato a questo Paese». Il numero 92 che porta sulla maglia è un omaggio alle sue origini: «È il codice dell’arrondissement di Meudon, alla periferia di Parigi, dove sono nato e dove ho iniziato a giocare per strada».
Dalla strada al Parma, poi il trampolino Cesena
Il suo approdo nel calcio professionistico è frutto anche del caso: «Un uomo del mio quartiere, che si era improvvisato procuratore, organizzò dei tornei per mostrarci a club italiani. Così arrivai al Parma, dove ho fatto due anni in Primavera e anche una presenza in Serie A».
Ma è a Cesena, con Pierpaolo Bisoli, che inizia la vera ascesa. «Quando è arrivato, io non giocavo mai. Ma mi ha dato fiducia, mi ha lanciato subito in campo e insieme abbiamo conquistato la Serie A. È stato fondamentale nella mia carriera». Un legame che si è rinnovato proprio a Modena: «Un anno fa è stato lui a volermi qui, purtroppo non è stato fortunato: molti giocatori erano infortunati, in certe partite avevamo dieci uomini in tribuna».
L’esperienza al Sassuolo, il ritorno a Modena
Tra le tappe più brillanti della sua carriera c’è senza dubbio il periodo al Sassuolo: «Là ho fatto bene, un anno in A con 12 gol, il settimo posto, l’Europa League… Un grande gruppo e poca pressione, era come una famiglia».
Modena, invece, è una scelta anche di cuore: «Conoscevo già la città dai tempi del Sassuolo, sapevo quanto si vive bene qui. Avevo offerte anche dall’estero, ma Modena è bella e si mangia benissimo!». L’arrivo è stato voluto anche dal direttore Catellani, che ha contribuito a portarlo in gialloblù.
Un Defrel protagonista: “Sono pronto fin dal primo minuto”
«Pensavo di essere più utile entrando nel finale, ma quest’anno mi sto allenando bene sin dall’inizio. Amo fare gol, ma per me viene prima la prestazione: sono felice se il pubblico mi applaude alla fine».
Il Modena, oggi secondo in classifica, ha sorpreso molti: «Forse all’inizio nessuno se lo aspettava, ma si è creata una grande atmosfera. Il mister Sottil ci ha dato una mentalità vincente e ci alleniamo con grande intensità. Il gruppo è unito, anche chi entra dalla panchina fa la differenza, e questo fa la forza della squadra».
Leader per i giovani francesi
Defrel è anche una guida per i giovani transalpini della rosa, come Beyuku, Nador e Massolin: «Tra noi francesi c’è un bel rapporto, ci vediamo anche fuori dal campo. Loro mi chiamano ‘l’anziano’, ma con affetto. Massolin mi ha colpito moltissimo, pensavo fosse solo fisico, invece ha tecnica, visione e può diventare un grande giocatore».
Verso la ripresa: “Sfrutteremo la sosta per spingere”
Con la sosta alle porte, il Modena si concede un momento di ricarica, ma senza abbassare l’intensità. «Ci vuole – conclude Defrel – ma anche in queste due settimane continueremo a lavorare forte. Vogliamo farci trovare pronti alla ripresa».



Sarà meglio che ti faccia trovare pronto…… dopo l’annata deludente 2024-2025 quest’anno devi sfondare. Per esempio il cioccolatino che ti ha servito Mendes sabato scorso a 10 metri dalla porta NON SI POTEVA CALCIARE FUORI…….. capito Gregoire???????
Tutto bello però… Col Sudtirol vogliamo il gol 😁😉