Un cuore diviso a metà tra Palermo e Modena. A pochi giorni dalla sfida di vertice tra le due squadre che si affronteranno al “Barbera”, Gianni De Biasi, rievoca i suoi legami con le due piazze che più hanno segnato la sua carriera. In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il 69enne allenatore lombardo ha ripercorso momenti chiave vissuti sia da calciatore in rosanero che da tecnico sulla panchina dei canarini, tracciando anche un profilo della gara in programma domenica pomeriggio.
“A Palermo ho trascorso tre anni intensissimi, umanamente e professionalmente. Modena, invece, mi ha regalato emozioni uniche: li presi penultimi in C e li portai fino alla Serie A, vincendo anche la Supercoppa proprio contro il Palermo“, ha raccontato De Biasi, facendo riferimento all’epopea che lo vide protagonista in Emilia all’inizio degli anni Duemila.
Guardando alla partita di domenica, De Biasi offre un’analisi tecnica precisa, soffermandosi sul valore delle due panchine: “Sottil è un tecnico motivatore, ha una buona conoscenza del gruppo e lavora in un contesto solido, con una proprietà seria. Il Modena ha strutture e visione. Ma anche il Palermo ha tutte le carte in regola e Inzaghi è un allenatore che ha già vinto. Mi ricorda Gigi Simoni, il re delle promozioni: parla al gruppo e sa coinvolgerlo”.
Sul piano individuale, De Biasi indica i possibili protagonisti della sfida: “Pohjanpalo può essere decisivo, ha i numeri per cambiare l’inerzia della gara. Gliozzi ha cominciato bene, ma deve confermarsi. E attenzione a Palumbo, è il più imprevedibile”.
Infine, un passaggio sull’atmosfera dello stadio, che domenica vedrà oltre 35mila tifosi presenti al “Barbera”: “Ai miei tempi si chiamava Favorita, e non c’era ancora il secondo anello, ma è emozionante vedere tanto entusiasmo. La Serie B sta stretta a Palermo: con il City Group alle spalle, il ritorno stabile in Serie A è solo questione di tempo”.


