In questo avvio di stagione, il Modena di Andrea Sottil ha già messo fine a due lunghe maledizioni sportive, rilanciando ambizioni e fiducia in vista dei prossimi impegni. Il primo segnale è arrivato a Marassi contro la Sampdoria, dove i gialloblù non vincevano da ben 78 anni: era infatti il 1946 quando il Modena conquistò per l’ultima volta i tre punti in casa blucerchiata. Il secondo tabù è caduto sul campo del Mantova, superato con una vittoria che mancava dal 1970.
Un avvio che racconta più di quanto dica la classifica
Oltre i numeri, c’è una squadra che ha trovato una precisa identità di gioco e un gruppo che sembra aver compreso appieno la mentalità del proprio tecnico. Andrea Sottil ha ridato compattezza e ambizione a un Modena capace di giocarsela su ogni campo, mostrando carattere e maturità tattica. Le vittorie su due campi storicamente ostili rappresentano molto più di semplici statistiche: parlano di un cambio di passo.
Palermo-Modena, una sfida dal sapore storico
Adesso all’orizzonte c’è un’altra trasferta di quelle segnate in rosso sul calendario. Il prossimo obiettivo si chiama Stadio Renzo Barbera, teatro di una delle tradizioni più negative per il club emiliano. Qui, infatti, il Modena non vince da oltre mezzo secolo, precisamente dall’8 novembre 1970, quando una rete di Alberto Spelta regalò ai canarini un successo che oggi ha il sapore della leggenda. All’epoca lo stadio palermitano era ancora noto come “La Favorita”, e da allora, nelle sfide di campionato, i gialloblù non sono più riusciti a imporsi in Sicilia.
Va ricordato però che, in Coppa Italia, c’è stato un precedente più recente e favorevole: nell’agosto del 2014, il Modena allora allenato da Walter Novellino espugnò il Barbera con un netto 0-3, dimostrando che la tradizione può essere spezzata anche nei palcoscenici più difficili.


