E’ un Modena più maturo: l’età media si alza

La rosa gialloblù punta sull’equilibrio tra esperienza e freschezza: l’età media si alza, ma resta sotto i 27 anni

Nel calcio, entusiasmo e talento giovanile sono fondamentali, ma non sempre bastano per raggiungere traguardi concreti. Nelle fasi decisive di una stagione, a fare la differenza sono spesso esperienza e conoscenza del mestiere. Per questo motivo, costruire una squadra equilibrata tra gioventù e veterani rappresenta una strategia solida e condivisa da molte società, tra cui il Modena, che anche nella stagione 2025-2026 ha scelto di puntare su un mix ragionato.

Come riporta il Resto del Carlino, durante la scorsa stagione, con le gestioni tecniche di Pierpaolo Bisoli prima e Paolo Mandelli poi, l’età media della squadra si attestava intorno ai 25 anni. Il capitano Pergreffi (classe 1987) e Botteghin rappresentavano il vertice anagrafico della rosa, mentre Beyuku, con i suoi 19 anni, era il volto della freschezza e dell’energia. In tutto, solo tre calciatori superavano la soglia dei trent’anni, tra cui anche Gregoire Defrel.

La nuova rosa di Andrea Sottil, pur ancora in via di completamento, mostra già un leggero aumento dell’età media, che oggi si aggira intorno ai 26,5 anni. A influenzare questo dato sono stati alcuni innesti mirati dal mercato, volti ad alzare il tasso di esperienza e leadership. Tra questi ci sono Francesco Zampano (31 anni), Davide Adorni (32) e il portiere Leandro Chichizola (35), il quale ha preso il posto di Gagno (28), passato al Vicenza. Con loro, anche Gliozzi, prossimo ai 30 anni, Defrel (34) e l’insostituibile Pergreffi, ormai 37enne.

Ma accanto ai “senatori”, il club ha continuato a investire anche su giovani di prospettiva. Cinque gli under 23 inseriti nel progetto: Nieling, Tonoli, Nador, Pyythia e Massolin, tutti elementi di valore, destinati a ritagliarsi spazio e a crescere sotto la guida dello staff tecnico.

Questa filosofia, che unisce esperienza e gioventù, sembra essere il filo conduttore del Modena di oggi, alla ricerca di una chimica vincente. Un equilibrio che non si misura soltanto con numeri e medie anagrafiche, ma con la capacità dell’allenatore di costruire un’identità chiara, valorizzando le qualità di ciascun giocatore.

Andrea Sottil ha dunque il compito, non semplice ma stimolante, di amalgamare un gruppo eterogeneo per età, ma unito negli obiettivi. Una rosa con diversi punti fermi, ma anche tanti giovani in cerca di affermazione. E se il talento da solo non basta, saperlo incanalare nel giusto contesto può fare davvero la differenza.

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