Modena, l’ex Nardini: “Se arrivano Stroppa o D’Angelo, significa che si alza l’asticella”

L’ex gialloblù commenta la stagione, il futuro del club e l’importanza di investire nel centro sportivo: “I Rivetti vogliono mettere radici”

Riccardo Nardini, ex centrocampista con oltre 120 presenze con la maglia del Modena, osserva il presente della sua squadra del cuore dalla sua Fiumalbo, ma con occhi lucidi e mente lucida. Intervistato dal Resto del Carlino dopo il deludente epilogo di stagione dei canarini, non nasconde la sua amarezza per un traguardo sfumato sul più bello: “Non è stato il derby con la Reggiana a condannarci, ma le ultime tre partite giocate male, quando la salvezza era già stata conquistata”.

Il valore della stabilità

Nardini però guarda avanti, e individua nella continuità tecnica e societaria la chiave per il futuro. La salvezza tranquilla deve essere il primo obiettivo per la prossima stagione. La proprietà Rivetti ha ambizioni serie, ma ha scelto di consolidare il progetto partendo dalle basi. Il centro sportivo? È fondamentale. Alcuni avrebbero preferito un investimento sulla rosa, ma strutture del genere sono la base per una crescita duratura”.

La questione allenatore

Con Andrea Catellani alla guida del progetto tecnico, Nardini si mostra fiducioso: “Ha dimostrato coraggio e competenza, soprattutto quando ha puntato su Mandelli. Ora bisognerà capire chi guiderà la squadra: se arrivano profili come Stroppa o D’Angelo, significa che si alza l’asticella”.

Poi lancia una proposta personale, un nome legato a doppio filo alla storia recente del club: “Cristiano Bergodi. Dopo la retrocessione del 2016 ha pagato colpe non sue e non ha più lavorato in Italia. È un tecnico serio, preparato, con un ottimo legame con la città. Sarebbe perfetto per un 4-3-3”.

Attacco da confermare

La conferma di molti giocatori offensivi è, per Nardini, una scelta azzeccata. “Mendes, Caso, Defrel non hanno reso al massimo per colpa degli infortuni e della preparazione ridotta. Con un lavoro completo e partendo da subito col gruppo, possono dare molto di più. Hanno qualità e devono dimostrarla”.

Palumbo, un patrimonio

Ma l’elogio più convinto è per Antonio Palumbo: “Per me è tra i cinque giocatori più forti della Serie B. Chi lo vuole, dovrà pagarlo bene. È uno di quei calciatori che fanno la differenza: o ce l’hai o ti manca un pezzo importante. Capisco la voglia di Serie A, ma quel campionato non perdona: non è uno scherzo”.

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9 mesi fa

Salvezza senza patema sarebbe già un successo

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9 mesi fa

Un bel messaggio sarebbe tenere Mandelli

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9 mesi fa

Magari! Sarebbe un gran segnale

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