A due giornate dalla fine della regular season, il Modena si ritrova in un punto cruciale della propria evoluzione. L’obiettivo playoff si è fatto complicato, complice un andamento altalenante e le recenti sconfitte contro Reggiana e Carrarese che hanno mutato profondamente la percezione e le aspettative attorno alla squadra. Ora i riflettori sono puntati su ciò che sarà, più che su ciò che è stato. Lo riporta il Resto del Carlino.
La fotografia di una stagione difficile
Nonostante i 44 punti conquistati finora, il Modena rischia di concludere la sua terza stagione consecutiva in Serie B con il bilancio più deludente in termini di classifica. Nel 2022, sotto la guida di Attilio Tesser, i gialloblù avevano chiuso a quota 48; lo scorso anno si è arrivati a 47. Con Paolo Mandelli, subentrato a novembre, la squadra ha mostrato segnali di ripresa ma ha continuato a peccare in continuità. Il tecnico ex Primavera ha avuto il merito di ridare compattezza e punti in un momento critico, ma le recenti cadute hanno riaperto il dibattito sulle responsabilità da condividere tra staff, giocatori e dirigenza.
Riflessioni in vista: serve una svolta strutturale
Matteo Rivetti e il direttore sportivo Andrea Catellani hanno già annunciato che a stagione conclusa sarà tempo di valutazioni profonde. Non si tratta solo di decidere se confermare l’attuale allenatore, ma anche e soprattutto di interrogarsi sul modello tecnico e organizzativo. Perché cambiare tre allenatori in un anno, come accaduto nella passata stagione, è un segnale di instabilità, non solo tecnica ma anche progettuale.
La proprietà sa che la Serie B non perdona: ogni dettaglio può fare la differenza, e ogni errore ha un prezzo. Per crescere, servono continuità, competenza e la volontà di imparare da ogni stagione, anche da quelle più amare.
Una mentalità da costruire
Tra le componenti fondamentali per il salto di qualità del Modena figura la mentalità vincente. Non si tratta di diventare improvvisamente una squadra modello come il Sassuolo o un riferimento come la Cremonese, ma di costruire, passo dopo passo, un’identità forte. Serve fame, ambizione e consapevolezza in ogni reparto della società: dai dirigenti ai giocatori, passando per lo staff tecnico e medico.
Ogni risultato, ogni episodio, ogni errore deve essere un’occasione di apprendimento. Solo così si può costruire un progetto duraturo, in grado di competere realmente per obiettivi ambiziosi.
Le ultime due giornate: missione salvezza e orgoglio
In questo finale di stagione, al Modena servono almeno due punti per evitare ogni rischio legato ai playout. Il calendario propone due sfide decisive contro Brescia e Cesena, e l’attenzione dovrà rimanere alta. Nessun margine di errore è concesso, anche se il vantaggio sugli inseguitori rende improbabile uno scenario impervio.
Ma il focus è già oltre: dopo il 14 maggio, si deciderà il futuro. E dovrà essere un futuro di scelte chiare, strutturate e coraggiose. Perché continuare a vivacchiare a metà classifica, senza una direzione precisa, non è più tollerabile da una piazza che macina chilometri e tifo ogni settimana, e che merita finalmente di sognare in grande.



Bisogna solo ringraziare e andare avanti!
Non sono degli sprovveduti, amano Modena e sono imprenditori, per cui contano i numeri oltre alla passione!
Forza Modena 🟡🔵
Non poteva comprarci un fondo americano?
Con un Ds vero
Rivetti la fortuna di avere un Grande presidente vincente con progetti concreti per il futuro va sostenuto con stima e fiducia per il bene del Modena criticarlo e disgustarlo ci faremmo del male.
Mancano due partite e poi si comincia a vedere per il futuro
W i Rivetti sempre 💛💙
Io ho assoluta fiducia nella Proprietà Rivetti. Mi auguro che, come dimostrato di essere da Imprenditori, tirino le somme in coscienza e freddezza di calcolo per questa Stagione . Poi che cancellino gli errori Tecnici, fatti da coloro che sono stati incaricati nel ruolo e si corregga e si programmi il futuro con le persone giuste !