Il Modena si prepara ad affrontare una delle trasferte più difficili del campionato, sfidando sabato il Pisa in un’Arena Garibaldi che quest’anno si è trasformata in un autentico fortino. La formazione di Pippo Inzaghi ha infatti costruito gran parte delle sue fortune tra le mura amiche, dove ha conquistato 36 punti in 15 partite, subendo appena una sconfitta, l’inatteso crollo contro il Cittadella. Quel match rappresenta un precedente prezioso per il Modena, che può trarne insegnamento: restare dentro la partita, contenere e poi colpire negli spazi potrebbe rivelarsi la strategia vincente.
Al Braglia l’impresa dei Gialli
Come sottolinea Il Resto del Carlino, i canarini a dicembre erano riusciti ad avere la meglio sui nerazzurri al Braglia, sfruttando la verticalità e le accelerazioni di Caso (che mise a segno il gol decisivo nella ripresa), oltre alla capacità di reggere l’urto fisico a centrocampo, caratteristica imprescindibile per contrastare l’intensità delle squadre allenate da Inzaghi.
Fattore pubblico e pressione emotiva
Il sogno della promozione ha riacceso la passione della piazza pisana, con un tifo tornato caldo dopo anni di apatia. Questo rappresenta un doppio filo per i padroni di casa: se da un lato l’Arena può diventare un’arma in più, dall’altro la pressione di dover vincere davanti a un pubblico carico può pesare.
Numeri che parlano chiaro
Il Pisa segna tanto in casa — 30 gol in 15 gare (media di 2 reti a partita) — e subisce pochissimo, con solo 12 gol incassati. Numeri che impongono al Modena un approccio accorto, ma senza rinunciare alla possibilità di ripetere l’impresa dell’andata. Mandelli dovrà scegliere se affidarsi al dinamismo di Gliozzi, in stato di grazia, o se rilanciare Mendes, alla ricerca della continuità perduta.



Mi raccomando l’approccio eh Mandelli.
nn ho mai visto una partita dove il campo sia obliquo
SERVE CORAGGIO 💪 DI BUTTARE NELLA MISCHIA GIOVANI DI VALORE X CI SONO BATTISTELLA SOLO UNO DEI TANTI COI MESTIERANTI NON SI VA DA NESSUNA PARTE