Luca Magnino ha recentemente tagliato il traguardo delle 114 presenze con il Modena, dimostrandosi un punto fermo della squadra. Ma oltre alla grinta sul terreno di gioco, il centrocampista si distingue per il suo impegno fuori dal campo: si è infatti laureato in Economia Aziendale e ha già intrapreso un percorso magistrale in Management e Innovazione. Il QS lo ha intervistato sviscerando vari aspetto della sua vita.
Gli studi e la laurea
Magnino ha deciso di proseguire gli studi per una crescita personale: “Sono convinto sia formativo”, ha dichiarato. Dopo aver iniziato l’università in presenza a Udine, ha interrotto il percorso per poi riprenderlo due anni fa con l’obiettivo di concluderlo. La laurea è arrivata all’Università Telematica Pegaso, e ora il calciatore sta già affrontando la magistrale.
Per riuscire a conciliare calcio e studio, ha affinato la capacità di gestire al meglio il tempo: “Cerco di sfruttare i tempi morti e durante i viaggi ascolto le lezioni”. Un’ulteriore esperienza formativa è stata il corso organizzato dal Modena in collaborazione con Consultinvest, incentrato sulla gestione dei guadagni degli atleti. La sua tesi ha analizzato gli investimenti di grandi sportivi come Jannik Sinner, un tema che lo affascina particolarmente.
Il futuro dopo il calcio
Sebbene la sua carriera calcistica sia ancora nel pieno, Magnino guarda già al futuro: “Mi piacerebbe costruirmi un’opportunità dopo il calcio, la gestione degli atleti di alto livello mi intriga”. Un interesse che unisce le sue due passioni, lo sport e la finanza. Sul piano personale, il centrocampista ha recentemente fatto un grande passo: ha chiesto alla sua compagna di sposarlo, con l’idea di costruire insieme una famiglia.
Il momento più bello e quello più brutto con il Modena
Tra i ricordi più significativi in gialloblù, Magnino cita senza esitazione la promozione in Serie B e due gol memorabili: quello di Gagno da centrocampo e quello di Minesso contro il Pescara allo scadere. Momenti che hanno lasciato un segno nella sua esperienza a Modena.
Non sono mancate anche le difficoltà, come la contestazione della scorsa stagione dopo la sconfitta contro la Feralpisalò: “Avevo giocato pochi minuti, non ero stato dentro la partita e non fu bello”.
Gli allenatori, i compagni di squadra e il contratto
Durante il suo percorso, Magnino ha lavorato con tecnici di spessore. Se dovesse definirli con una parola, direbbe: “Per Tesser l’esperienza, sicuramente. Per Bianco la parola innovazione. Bisoli, carisma. Mandelli, serenità e fiducia. Un normalizzatore“. Tra i compagni che più lo hanno impressionato, cita Palumbo, che ritiene fuori categoria, e Andrea Poli, ex Milan e Inter, capace di rendere straordinario ciò che sembrava semplice.
Ed infine una battuta sul contratto in scadenza nel 2026: “Cerco di fare il massimo, credo in estate parleremo. Ma concentriamoci sulle ultime partite e proviamo a raggiungere qualcosa di importante, poi si vedrà”.


