Resilienza, il filo conduttore del Modena di ieri e di oggi

La capacità di superare le difficoltà è stata la chiave del successo del Modena nelle stagioni passate e potrebbe essere la soluzione per affrontare le sfide attuali

La resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi, ma in psicologia indica la forza di affrontare e superare un evento traumatico. Questo concetto si è spesso rivelato centrale nei cammini del Modena nei momenti chiave delle stagioni “rivettiane”. Da quando, con Attilio Tesser alla guida, la squadra gialloblù ha mostrato per la prima volta questa caratteristica, la resilienza è diventata una componente essenziale della sua identità. Oggi, sotto la guida di Pierpaolo Bisoli, la squadra ha bisogno di ritrovare quella stessa capacità di reazione. Lo riporta il Resto del Carlino.

Resilienza nella storia recente del Modena

Un esempio chiave di resilienza risale alla stagione 2021-2022, quando, tra ottobre e novembre, Tesser dovette far fronte a numerose assenze per infortuni e squalifiche. In quella situazione di emergenza, il Modena si trovò a schierare Minesso come unica punta, pur non essendo un attaccante di ruolo. Nonostante le difficoltà, la squadra si impose per 2-0 contro la Carrarese, con Azzi protagonista. Quella dimostrazione di forza diede il via ad una striscia vincente di 14 partite consecutive, che permise alla squadra di raggiungere il primato in Serie C.

Anche all’inizio della stagione successiva, in Serie B, il Modena affrontò un inizio difficile, con una sola vittoria nelle prime cinque partite e infortuni importanti come quelli di Gerli e Pergreffi. Dopo la sosta, però, la squadra ritrovò la capacità di reagire e riuscì a conquistare punti preziosi, adattandosi alla nuova categoria e ottenendo una tranquilla salvezza.

L’attuale sfida di Bisoli

Oggi, il Modena di Bisoli si trova nuovamente a dover affrontare una situazione di emergenza, con numerosi giocatori infortunati. Tuttavia, molti dei protagonisti delle stagioni passate, come Pergreffi, Gagno, Gerli e Magnino, sono ancora parte della squadra e possono contribuire a ritrovare quella resilienza che ha caratterizzato il club in passato.

La speranza è che la sosta aiuti il Modena a riorganizzarsi e ritrovare la giusta mentalità. Come dimostrato nelle stagioni precedenti, la squadra ha nel suo DNA la capacità di reagire e superare le difficoltà. Come si suol dire, assorbire un urto fa parte del percorso, ma assorbire un urto senza rompersi rende resilienti e forti.

 

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